|
|
|
Newsflash |
atwork di Alberto Turelli - soluzioni software & web. - Certificazioni GNU/Linux LPIC-1 e LPIC-2
- Certificazioni MySQL 5.0 Developer e DBA
- Consulenza relativa a GNU/Linux (Debian in particolare) e al software libero
- Migrazione di server, workstation e reti da Windows a GNU/Linux
- Installazione, configurazione e manutenzione dei seguenti servizi su piattaforma GNU/Linux:
- Server web (Apache, Tomcat)
- Server database (MySQL)
- Server email (Postfix, Qmail, Courier) con filtri antispam (Spamassassin) e antivirus (ClamAV)
- Configurazione ed amministrazione di reti GNU/Linux e di reti miste (Windows, GNU/Linux, BSD, Unix, Mac OS X)
- Progettazione e realizzazione di database e applicativi web-based (HTML/CSS/Javascript, PHP, JSP e MySQL)
- Sviluppo software in Java
- Installazione, configurazione e manutenzione portali con Joomla! e Mambo
- Corsi GNU/Linux: introduzione, amministrazione del sistema, server, desktop, sicurezza
- Corsi per certificazioni: GNU/Linux (LPIC-1 e LPIC-2) e MySQL (Core, Professional, 5.0 Developer e 5.0 DBA)
my personal homepage my personal blog via Trebeschi, 69 - Castegnato (BS) - Italia tel. +39 328 6110095 Partita IVA 03595310172 email info CHIOCCIOLA atworkonline PUNTO it private email alberto DOT turelli AT atworkonline DOT it (GPG key) |
|
|
La Repubblica :: Una costituzione per internet (di Stefano Rodotà) |
|
|
|
|
Written by bibe
|
|
Tuesday, 04 July 2006 |
La primigenia democrazia elettronica è scomparsa prima ancora d'essere nata. Nessuno, oggi, proporrebbe la sostituzione del parlamento con un "congresso virtuale", come fece nel 1994 un politico americano, Newt Gingrich, in quel "Contratto con l'America" che fece scuola anche dalle nostre parti, e che annunciava appunto che sarebbero stati direttamente i cittadini, con votazioni rese possibili dalle tecnologie elettroniche, a prendere le decisioni fino ad allora di competenza del Senato e della Camera dei rappresentanti. Oggi, quando si discute di democrazia elettronica, l'attenzione non è rivolta verso consultazioni continue dei cittadini, non si esaurisce nel prospettare referendum elettronici, nel progettare una democrazia "casalinga", dove ciascuno interviene premendo un bottone collocato accanto ad un televisore.
Leggi l'articolo su La Repubblica
|
|
|